Quando ero piccolo, a volte, immaginavo di conoscere una ragazza bellissima, con gli occhi
color vita e la pelle che portava il profumo del futuro, perché questo mi avrebbe spaventato
moltissimo. Le sarei girato alla larga per qualche mese, abbastanza vicino per poterla ammirare mentre viveva, mentre viveva senza accorgersi della mia presenza, salutandola appena, o forse neanche.
Poi un giorno, atteso per tutto quel tempo, immaginato in ogni sua piccola sbavatura, quasi per caso, con una scusa che non abbia nemmeno troppo senso, ma sempre più di quanto si possa pensare, ci avrei iniziato a parlare.
Da lì avrei scoperto che la sua vera bellezza non stava nei suoi occhi, ma nel suo sguardo, che
non mi facevano tremare solo i suoi sorrisi, ma soprattutto i suoi respiri, perché ormai è una vita intera che ho paura di vivere.
Avrei iniziato a desiderare le sue carezze ancora più della sua pelle, i suoi sorrisi più delle sue
labbra, e sentir nascere lentamente dentro di me quel desidero di rovinare ogni nostro bacio
facendola ridere sempre al momento sbagliato.
Immaginavo che io, una sera a caso, sarei corso verso casa sua passando davanti ad un grande prato, dove si trovavano dei bellissimi fiori che accompagnavano la mia corsa danzando nel vento.
Mi sarei fermato un attimo per coglierne solo alcuni, anzi no, li avrei colti senza nemmeno
dovermi fermare, e sarei corso da lei.
Poi, avrei bussato alla porta di casa sua sperando che non mi avesse aperto sua madre o ancora peggio suo padre, magari sua sorella, che poi mi avrebbe guardato con quel sorriso complice di chi sa che suono fa la felicità quando nasce. Quando poi sarebbe arrivata lei, senza dirle niente, le avrei aperto io la porta del mio cuore, donandole quei fiori.
Lei avrebbe messo quei fiori in un vaso, un vaso che ogni mattina le avrebbe dato il
“buongiorno” e ogni sera la “buonanotte”. Un vaso di fiori che lei avrebbe annaffiato ogni
mattina, di cui lei si sarebbe presa cura ogni giorno, senza accorgersi che in realtà, lei si stava
prendendo cura di me, mentre quei fiori si prendevano cura di lei.
Sai, io ci penso ancora ogni tanto, molto più spesso di quanto credo.
Poi sei arrivata tu e a volte, confesso che vorrei correre verso casa tua, sperando di passare
davanti ad un prato pieno di bellissimi fiori che danzano nel vento, e quando mi aprirai la tua
porta io sarò davanti a te ma con le mani vuote, in modo da poter prendere le tue. Poi, ti porterei di corsa in quel prato, proprio da quei fiori, ti farei sedere da parte a me, in modo da avere il tuo stesso sguardo rivolto sull’orizzonte e ti mostrerei quanto sono belli quei fiori che danzano liberi nel vento davanti a noi due.
Adesso che non sento più il bisogno di strappare dei fiori e donarli, ma solo di viverli.
Perché tu mi hai fatto capire che per quanto sia bello donare dei fiori, portare una ragazza ad
ammirarli mentre danzano liberi col vento è come non avere più paura di vivere.
C’è chi ti regala fiori e chi ti fa fiorire, la bellezza non sta in un dono ma nella sua libertà.
Pastello Bianco è Partner musicale di Flavio Sala
Grazie alla nostra collaborazione con l’etichetta BeatFactory di Como e alla splendida amicizia con Flavio Sala, nata in seguito alla nostra fantastica intervista presso il Podcast ZuccheroSpinato, l’associazione Pastello Bianco è stata partner ufficiale nella produzione e distribuzione del primo album musicale di Flavio Sala, intitolato SDOGANATION!
Si tratta di un album arrangiato dal maestro Filadelfo Castro e interpretato da Flavio Sala, il quale, insieme al nostro produttore appena citato e a Birra Mike, ha scelto di reinterpretare alcuni brani popolari del Ticino e delle zone limitrofe.
Questa splendida collaborazione ha dato vita anche a un duetto con Enzo Iacchetti nel brano E la vita, la vita (cover di E. Jannacci) e ad una collaborazione del tutto inedita coi The Vad Vuc nel brano natalizio Jingle Balls. Quest’ultimo presenta una rivisitazione del testo in una chiave ironica, ma anche riflessiva, più vicina ai giorni nostri. Questa straordinaria iniziativa ha ottenuto un grande sostegno da parte del pubblico, portando alla realizzazione di divertenti interviste nelle principali Radio della nostra zona, come Radio 3i, Rete Tre, Rete Uno e Radio Ticino. Inoltre, il brano Jingle Balls è stato lanciato come vero e proprio tormentone natalizio del 2024, raccogliendo grande successo tra gli ascoltatori.
Link articoli:
– Tio
– La Regione
– Foto varie

Nella foto da sinistra: Fabio “Mago” Martino dei The Vad Vuc, Filadelfo Castro, Flavio Sala e Birra Mike (e sotto al tavolo Luna) alla conferenza stampa del lancio dell’album Sdoganation.
Bellinzona, 28 novembre 2024.
Alice può volare
Non ero più in grado di camminare,
non ero più in grado di respirare,
tremare, era l’unico brivido che mi restava,
una pupilla che scappava, scappava, scappava.
È arrivata lei,
lei che mi ha aiutato a rialzarmi,
non mi ha teso la sua mano, non mi ha mai toccato,
un accenno di sorriso ha sospeso il fiato,
in uno sguardo ho capito, soltanto ciò che ero in grado di capire,
mi sono alzato in piedi perché dovevo partire.
Mi ha accompagnato,
passo dopo passo, non mi ha mai allungato il braccio,
mi guardava di rado, mi bastava,
potevo sentire il suo fiato, anche quando non respirava,
sentivo la sua musica più forte, quando lei non suonava.
Io pensavo che quel vento, fosse il suo respiro,
quella luce , il suo sorriso.
Io credevo fosse lei la mia forza e che
fosse giusta la domanda senza bisogno di una risposta.
Mi chiamava Alice ma non era il mio nome,
mi chiamava Alice e credevo fosse per il mondo che lei aveva creato,
mi chiamavo Alice perché non avevo più fiato,
fino a crederci perché non potevo fare altro,
fino a credere che non avevo più bisogno di altro,
che quel mondo fosse mio e invece, era soltanto suo.
Ti supplicavo di restare a casa mia per paura di sparire,
ma non mi accorgevo che più ti supplicavo e più la mia casa spariva.
Non alzavo gli occhi ma ti chiedevo com’era fatto il cielo,
non alzavo gli occhi ma ti chiedevo, e piano piano non mi accorgevo,
che quel cielo stava sparendo,
che quel vento non mi spostava e quella luce non mi illuminava.
Ho visto quel bambino partire senza chiedermi perché non tornava.
Non ero più in grado di camminare,
non ero più in grado di respirare,
è arrivata lei,
lei che mi ha aiutato a rialzarmi,
non mi ha teso la sua mano, non mi ha mai toccato,
insegnandomi la paura di cadere, di farmi male.
Mi ha accompagnato,
passo dopo passo, non mi ha mai allungato il braccio,
fino al bordo di quel precipizio e per la prima volta lì mi ha sorriso,
ha detto che lei adesso crede in me,
che ero in grado di andare avanti da solo.
Non avevo mai visto un sorriso più bello,
non avevo mai visto, un sorriso.
“Alice può volare”.
Musicoterapia e disabilità: i benefici della musica oltre quello che si credeva
Secondo gli esperti la peculiarità della musica è che essa è in grado di creare un nuovo linguaggio, quindi nuovi canali di comunicazione. Questi nuovi canali di comunicazione permettono proprio a tutti di esprimersi e quindi di tessere una rete di relazioni interpersonali. Inoltre ascoltare particolari melodie produce a livello corporeo e mentale sensazioni piacevoli che portano di conseguenza ad uno stato di benessere psicofisico non solo alle persone disabili ma anche a tutti coloro che gli stanno intorno.
Una ricerca effettuata dalla dottoressa Kate Williams dell’università Queensland University of Technology, attraverso l’utilizzo di un particolare metodo chiamato “Sing and Grow” ha dimostrato che l’utilizzo della musicoterapia con bambini disabili non solo migliorava lo stato psicofisico dei bambini ma anche quello dei genitori che risultavano più sereni e meno stressati.
Anche la FIM, Federazione Italiana Musicoterapeuti, conferma che la musica fa bene a tutti: bambini, adulti, anziani, disabili.
Quando si progetta un percorso di musicoterapia è importante tener presente innanzitutto quali sono i soggetti a cui è rivolto il percorso; capire quali sono le difficoltà ma soprattutto le capacità e le competenze di partenza permette di elaborare degli obiettivi ragionevoli e concretamente raggiungibili.
Per dare comunque un quadro generale potremmo così sintetizzare i benefici che la musicoterapia può portare:
- Un miglioramento delle relazioni interpersonali;
- Possibilità di esprimere stati emotivi e bisogni;
- Miglioramento dell’autocontrollo;
- Miglioramento delle capacità motorie;
- Sviluppo delle funzioni cognitive;
- Sviluppo della creatività;
Le persone disabili attraverso la musica possono esprimersi in maniera libera e liberatoria ma allo stesso tempo esercizi guidati permettono loro di imparare le regole. Saper gestire l’autocontrollo non è infatti una cosa scontata per chi ha una forma di disabilità (soprattutto psichica), ma diventa di fondamentale importanza per la convivenza con gli altri e la socializzazione.

Un’importanza fondamentale ha la parte creativa dell’esercizio musicale; attraverso giochi guidati, uso di strumenti, canzoni e suoni la persona disabile viene spinta ad utilizzare la propria creatività, e di conseguenza ad elaborare concetti e pensieri astratti che richiedono un impegno non indifferente e che quindi favoriscono lo sviluppo delle attività intellettive e cognitive.
Per quando riguarda la disabilità motoria è stato dimostrato che la musicoterapia può avere un forte successo sullo sviluppo di alcune abilità grazie all’uso di strumenti e ad esercizi corporei mirati al recupero e allo sviluppo di alcune abilità motorie particolari.
Tutte queste attività musicali inserite in un percorso continuativo e studiato sui singoli soggetti possono portare concretamente alla conquista di una certa autonomia (ovviamente nelle possibilità consentite dalla malattia).
Negli ultimi anni esperti in arte e in musica hanno contribuito fortemente a creare dei sistemi educativi e delle strategie didattiche e terapeutiche atte a risolvere situazioni di difficoltà sia essa fisica o psichica.
I benefici dell’arteterapia e della musicoterapia sono ormai noti a tutti e queste discipline vengono applicate a scuola così come nei centri ricreativi per anziani o nei centri diurni per disabili.
Oggi vogliamo spendere due parole sulla musicoterapia in particolar modo nel campo della disabilità.
La musica è un linguaggio e come tale può essere usata per comunicare, per trasmettere delle emozioni, delle percezioni, delle informazioni, dei contenuti. La persona disabile che ha difficoltà nell’utilizzare il sistema di comunicazione convenzionale può trovare nella musica un mezzo per interagire con gli altri, in particolar modo con il gruppo dei pari. Attraverso il linguaggio musicale anche chi ha difficoltà fisiche o motorie può riuscire ad esprimere emozioni e bisogni. Esprimere le proprie emozioni permette di liberarsi dallo stress emotivo ed essere psicologicamente più rilassati e più predisposti all’apprendimento.
Ascoltare la musica aiuta il bambino a crescere
I bambini amano la musica, le canzoni, i ritmi e, come gli adulti, traggono grande beneficio dal vivere in un ambiente musicale. Tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che l’effetto della musica sulle giovani menti dei bambini è di gran lunga più significativo di quanto si potrebbe immaginare. Recenti studi hanno dimostrato che la musica influenza lo sviluppo fisico, emotivo e intellettuale di neonati e bambini e rafforza lo sviluppo cognitivo e sensoriale.
L’ascolto di musica nel grembo materno
L’effetto stupefacente che la musica ha sulla mente inizia molto prima della nascita.
Recenti studi hanno dimostrato che i bambini esposti alla musica classica nel grembo materno mostrano un cambiamento positivo nello sviluppo fisico e mentale dopo la nascita. In un recente esperimento, i feti sono stati esposti a 70 ore di musica classica durante le ultime settimane di gravidanza. A sei mesi, questi bambini erano ad uno stadio più avanzato in termini di capacità motorie, sviluppo linguistico ed intellettuale rispetto ai bambini che non avevano ricevuto lo stimolo musicale. I bambini nascono con 100 miliardi di cellule nervose scarsamente collegate tra loro. Le varie esperienze cognitive e mentali li aiutano a stabilire e rafforzare i collegamenti inter-cellulari del cervello. Gli scienziati ritengono attualmente che l’ascolto di musica sia una chiave di esperienza per la “costruzione cerebrale”.

Il vostro bambino ha bisogno di musica
Facendo ascoltare a vostro figlio la musica classica, potete attivare le connessioni nervose del cervello. Abilità generali come la creatività o più specifiche come l’intelligenza spaziale, le abilità matematiche e linguistiche e l’intelligenza emotiva vengono rafforzate dall’ascolto della musica. I bambini, ovviamente, non sono consapevoli di questi complessi processi indotti dalla musica. Si limitano a godere dei suoni che li calmano, li sorprendono, li incuriosiscono e sono fonte di varie emozioni.
L’effetto della musica sullo sviluppo
L’effetto positivo che la musica ha su neonati e bambini è sorprendentemente vario, favorendone lo sviluppo sia nella sfera mentale che fisica. L’ascolto musicale da parte del tuo bambino può attivare i percorsi neurali responsabili di molte abilità, aumentandone le competenze generali quali la creatività, o competenze più specifiche come l’intelligenza spaziale:
- creatività – Uno studio condotto in Ungheria ha scoperto che bambini di 3-4 anni di età, che avevano partecipato a corsi di musica, avevano ottenuto risultati più alti sul piano della creatività rispetto ai bambini della stessa età che non avevano ricevuto alcuna formazione musicale.
- memoria – Già a tre mesi di età i bambini possono usare la musica per ricordare le cose che hanno imparato. Gli scienziati attualmente ritengono che la musica sia importante nel processo di apprendimento e aiuti il ricordo.
- Intelligenza spaziale – L’intelligenza spaziale è la capacità di percepire varie relazioni nello spazio e capire il mondo visivo. Uno studio condotto su bambini della scuola materna in California ha dimostrato che i bambini che avevano ricevuto lezioni di pianoforte, erano riusciti con successo a completare un puzzle, nel 34% dei casi in più, rispetto ai bambini che avevano seguito lezioni di computer nello stesso periodo.
- Matematica – Uno studio ha riscontrato che i bambini che avevano ricevuto un’istruzione musicale intensiva avevano dimostrato molti più progressi nella matematica che i compagni di classe che avevano ricevuto un’educazione musicale standard. Gli scienziati ritengono pertanto che la connessione tra musica e matematica sia in parte legata al fatto che la musica aiuta i bambini a comprendere i concetti matematici.
- Lingua – C’è una stretta connessione tra la musica e lo sviluppo linguistico. Entrambe le abilità richiedono la capacità di distinguere tra sfumature uditive e suoni simili, come “B” e “P”. L’ascolto della musica contribuisce notevolmente allo sviluppo di questa abilità nei bambini; sviluppa la capacità di decodificare i dati uditivi e affina la memoria uditiva: entrambe abilità fondamentali per la comprensione della lingua.
- Intelligenza Emotiva – La musica può generare forti emozioni. Con l’ascolto della musica classica, i bambini possono affinare le loro capacità di individuare stati d’animo ed emozioni, sviluppando la consapevolezza dei propri processi interni attraverso le sfumature dei sentimenti evocati dalla musica.

Il potere curativo della musica
Il suono è energia. Il suono viaggia in onde e si misura in frequenze e volume. Don Campbell, docente di musica, è convinto che le onde abbiano un effetto sulle cellule e sui tessuti del corpo. Secondo lui, la musica influisce sui processi corporei in quanto assorbiamo energia dai suoni, provocando lievi cambiamenti nella respirazione, nella frequenza cardiaca, nella pressione sanguigna, nel tono muscolare e in altri ritmi interni del corpo. In termini di salute, Campbell cita una serie di aree in cui la musica ha un’influenza.
Una Jam Session per il CPC di Mendrisio (1)
Giovedì 13 giugno sono stato invitato a partecipare a una Jam Session musicale presso il CPC di Mendrisio. Dirceu mi ha raccontato che spesso si trova con Steven (nomi di fantasia) a fare queste sedute musicali dove improvvisano un po’ di brani, spaziando dal blues al jazz fino al punk. Inizialmente la formazione era quella di sempre: Dirceu alla chitarra e Steven comodo sulla sua poltroncina con davanti un microfono.
Dirceu improvvisa un giro di chitarra dal gusto funky e poco dopo, con mio piacevole stupore, Steven improvvisa un testo metà in inglese e metà in italiano con una melodia che trova il giusto compromesso tra l’essere intima e travolgente, ricordandomi che la magia della musica è fantastica proprio perché accessibile a tutti e in qualsiasi ambito.
Dopo il primo brano decido pure io di voler far parte di questo fantastico mondo che i due artisti stavano iniziando a disegnare e mettere in movimento. Così afferro con decisione un djembe che si trovava lì vicino a me e accompagno con la ritmica.
È stato stupendo vedere come la melodia creava degli intrecci tra i sentimenti che Steven riusciva a mettere in musica grazie alla chitarra di Dirceu e tutti i presenti. Mi è stato poi spiegato che il loro modus operandi era sempre quello, ormai da qualche anno: si accendono gli amplificatori, si trova un giro musicale che sia d’ispirazione per tutti i partecipanti, si chiudono gli occhi e si lascia che la musica aiuti il cuore a esprimere quello che purtroppo troppo spesso non riesce a fare, scoprendone la bellezza nell’espressione e nella condivisione.
Progetto CANZONE
Il cantautore Filippo Andreani è un volto noto per i collaboratori del CARL di Mendrisio, poiché a volte si reca presso lo SPAMM per scrivere e comporre canzoni con chiunque voglia partecipare a questa fantastica attività, per poi cantarle tutti assieme.
È nata così l’idea di invitare Filippo Andreani per scrivere una canzone collettiva a più mani durante una delle attività organizzate dall’Agorà come sigla ufficiale per accompagnare il Festival socioculturale di Casvegno, dandole il titolo “Canzone”.
Così, mentre Andreani suonava alcune melodie con la sua chitarra, i collaboratori del CARL hanno iniziato a mettere in musica le loro emozioni che piano piano uscivano in maniera sempre più in libertà.
L’associazione Pastello bianco ha quindi deciso di intervenire occupandosi delle spese per la realizzazione dell’incisione, organizzando la registrazione e la produzione del brano in tre diverse versioni grazie al supporto della casa discografica Beatfactory e del suo proprietario e produttore Filadelfo Castro che ringraziamo ancora moltissimo per essersi prestato all’occasione.
Grazie a Filadelfo abbiamo potuto portare tutti gli attrezzi per la registrazione presso la struttura dello SPAMM di Mendrisio, per poi finalizzare la produzione nel suo studio musicale.
È stato davvero emozionante vedere tutto l’impegno ma soprattutto la grandissima passione che hanno messo i collaboratori del CARL durante la registrazione del brano e anche quando lo abbiamo presentato all’apertura del Festival di Casvegno, sentire alcuni di loro cantarlo è stato uno dei momenti più significativi della mia vita.
Progetto Leone
Grazie a questo progetto abbiamo potuto supportare i sogni di un cantautore emergente che io avevo sentito cantare quando mi trovavo a Roma, per le finali le premio Lucio Dalla, dove presenziavo con un brano scritto e prodotto da me e interpretato da una cantante.
Una volta preso contatto con l’artista in un primo momento rivestivo il ruolo di consulente, ma ben presto abbiamo potuto pattuire, tramite un contratto, che io sarei stato il suo manager.
Abbiamo iniziato un percorso durato quasi due anni, durante i quali l’artista è stato supportato nella produzione e nella gestione dei canali social, grazie non solo al mio aiuto (economico e personale) ma è stato anche messo in contatto con una Social Media Manager che attualmente collabora con diverse etichette musicali (spesato dal nostro progetto) e per il suo compleanno gli abbiamo regalato un l’attrezzatura per concretizzare i suoi progetti.
Abbiamo organizzato diversi live, portandolo persino in Svizzera per aprire concerti di artisti affermati come I Collage, gli Antani Project e i Tirataie, pagandogli il viaggio e l’alloggio a lui e alla sua famiglia, in modo tale che il ricavato degli eventi fosse completamente a sua disposizione e regalandogli una vera esperienza completa da artista.
Abbiamo preso contatto con un’esperta che gli ha disegnato alcune proposte dalle quali è stato selezionato il suo logo e abbiamo stampato diverso materiale (magliette, tazze, spille e altro) da distribuire ai suoi live in modo da farlo conoscere maggiormente.
Successivamente abbiamo deciso di produrgli 5 brani presso uno studio professionale sotto la guida del maestro Filadelfo Castro (sito ufficiale). Questi brani sono stati presentati a varie etichette, quali Universal, Warner, Sony e diverse altre, ricevendo ottimi consensi e anche alcune proposte di collaborazioni.
Una sua canzone è stata pubblicata sulle principali piattaforme musicali e social sotto etichetta e accompagnata da diverse promozioni in collaborazione con professionisti del settore, quali fotografo e videomaker.