Non ero più in grado di camminare,
non ero più in grado di respirare,
tremare, era l’unico brivido che mi restava,
una pupilla che scappava, scappava, scappava.
È arrivata lei,
lei che mi ha aiutato a rialzarmi,
non mi ha teso la sua mano, non mi ha mai toccato,
un accenno di sorriso ha sospeso il fiato,
in uno sguardo ho capito, soltanto ciò che ero in grado di capire,
mi sono alzato in piedi perché dovevo partire.
Mi ha accompagnato,
passo dopo passo, non mi ha mai allungato il braccio,
mi guardava di rado, mi bastava,
potevo sentire il suo fiato, anche quando non respirava,
sentivo la sua musica più forte, quando lei non suonava.
Io pensavo che quel vento, fosse il suo respiro,
quella luce , il suo sorriso.
Io credevo fosse lei la mia forza e che
fosse giusta la domanda senza bisogno di una risposta.
Mi chiamava Alice ma non era il mio nome,
mi chiamava Alice e credevo fosse per il mondo che lei aveva creato,
mi chiamavo Alice perché non avevo più fiato,
fino a crederci perché non potevo fare altro,
fino a credere che non avevo più bisogno di altro,
che quel mondo fosse mio e invece, era soltanto suo.
Ti supplicavo di restare a casa mia per paura di sparire,
ma non mi accorgevo che più ti supplicavo e più la mia casa spariva.
Non alzavo gli occhi ma ti chiedevo com’era fatto il cielo,
non alzavo gli occhi ma ti chiedevo, e piano piano non mi accorgevo,
che quel cielo stava sparendo,
che quel vento non mi spostava e quella luce non mi illuminava.
Ho visto quel bambino partire senza chiedermi perché non tornava.
Non ero più in grado di camminare,
non ero più in grado di respirare,
è arrivata lei,
lei che mi ha aiutato a rialzarmi,
non mi ha teso la sua mano, non mi ha mai toccato,
insegnandomi la paura di cadere, di farmi male.
Mi ha accompagnato,
passo dopo passo, non mi ha mai allungato il braccio,
fino al bordo di quel precipizio e per la prima volta lì mi ha sorriso,
ha detto che lei adesso crede in me,
che ero in grado di andare avanti da solo.
Non avevo mai visto un sorriso più bello,
non avevo mai visto, un sorriso.
“Alice può volare”.